Assi – Il blog sul soccorso stradale

29 dicembre 2014

soccorso stradale

Archiviato in: Uncategorized — gancio @ 19:54

IL SOCCORRITORE IERI, OGGI E…… DOMANI ?

La discriminante in un libero mercato deve essere la professionalità perchè, come dicemmo in tempi non sospetti, l’opera del soccorritore stradale è complessa e non si limita ad agganciare semplicemente un veicolo e trasportarlo alla prima officina o ad un deposito qualunque.

Egli deve essere in grado di valutare, quale esperto, la natura e l’entità del danno, nonchè di ripararlo sul posto, qualora si tratti di un intervento di lieve entità e che comunque consenta al veicolo di poter tornare a marciare coi propri mezzi in condizione di assoluta sicurezza.

Nel rispetto dell’incolumità propria e altrui, adeguatamente equipaggiato secondo le norme previste dal regolamento, deve saper agganciare un veicolo sia sulla strada che fuori di essa per riportarlo in assetto di marcia e quindi trainarlo, senza procurare ulteriori danni specialmente quando si tratta di veicoli pesanti.

Operazioni queste che devono essere eseguite sulla strada osservando le norme di sicurezza per la circolazione dei veicoli nel rispetto delle prescrizioni dettate dal codice.

Deve conoscere i pesi e le misure degli autoveicoli, quali i punti di aggancio, il rapporto di trainabilità, il carico sugli assi, come sbloccare un veicolo rimasto frenato dopo un incidente, eliminare le fonti di pericolo, ecc. ecc. ecc.; come deve comportarsi quando vi sono coinvolti veicoli che trasportano merci pericolose e come si distinguono fra loro. In caso di incendio quali misure adottare per intervenire e in che modo. Alla credenza popolare della facilità dello scoppio del serbatoio carburante, bisogna contrapporre la nostra consapevolezza della sua impossibilità, stante la loro moderna costituzione antideflagrante.

Potrei continuare all’infinito nell’enunciazione delle conoscenze tecniche che spettano ad un soccorritore perchè sia considerato professionale, ma una cosa è certa; non può improvvisare quando si trova davanti ad un veicolo da soccorrere o in una situazione d’emergenza. Gravi e pericolosi per sè e per gli altri possono essere i danni che ne derivano a seguito di una operazione sbagliata o eseguita con approssimazione.

E la professionalità del nostro personaggio non si esaurisce con il sapere tecnico.

Sappiate comunque che in tutte le circostanze gioca un ruolo determinante nel momento dell’incontro il fattore umano, cioè l’attenzione che il soccorritore stradale offre allo sfortunato cliente. Quali sono le prime cure alle persone agitate o ferite. Deve sapergli portare conforto. Deve saper distinguere i casi di urgenza dalle semplici graffiature.

Ci hanno insegnato gli esperti o meglio i professionisti dell’assistenza che una buona dose di empatia ci permette di dare un servizio di qualità dal quale peraltro deriva un congruo risultato in termini economici.

Lo scorbutico o il broncioso è meglio che cambi mestiere perchè non riuscirà mai a conquistarsi clienti e quindi fette di mercato.

Saper ascoltare per rispondere con serenità è il segreto del soccorritore.

Non può portare aiuto a chi ne ha bisogno chi è già carico dei propri problemi.

Deve depositarli per un istante per fare posto nell’animo suo a quelli dello sfortunato cliente.

Viviamo ormai nell’epoca della specializzazione allo stremo e nei prossimi anni, non ci sarà più posto, anche in questo settore, per chi non abbia raggiunto un elevato grado di professionalità e di specializzazione.

E la Vostra Associazione, che di questo problema si è fatta carico, è impegnata alla ricerca di quegli strumenti (Corsi Professionali, Incontri, riunioni), di alto livello particolarmente impegnativi ed interessanti, per permettere agli associati di affrontare la sfida della modernizzazione.

.

Non è più tempo per il meccanico buono a tutto a cui era sufficiente un cacciavite ed un pezzo di filo elettrico, per poter fare ripartire un veicolo guasto.

I vecchi pionieri del soccorso stradale che utilizzavano autogru artigianali fatte in casa o residui bellici un pò rabberciati, hanno lasciato il posto ad operatori di tutto rispetto aventi a disposizione mezzi moderni e di elevate potenzialità sempre più impegnativi.

Siamo nell’era dei sistemi informatici che hanno sostituito i vecchi sistemi per la lettura dei quali oggi necessitano strumenti sofisticati e inaccessibili ai più. Si parla ormai di display leggibili solo con occhiali virtuali o quant’altro di più ingegnoso.

E’ necessario, pertanto, avere a disposizione soccorritori stradali ben preparati, dotati di mezzi adeguati che, nell’interesse stesso dell’utenza siano in grado di fornire prestazioni cristalline a prezzi adeguati, togliendo di mezzo ogni forma di improvvisazione e di sciacallaggio a danno degli utenti. A ciò si aggiunga l’offerta di tutti quei servizi accessori richiesti e necessari a tariffe controllate per vincere la diffidenza dell’utente troppe volte buggerato da operatori disonesti o abusivi, da noi sempre avversati.

Diciamo che l’aspirazione della categoria dei soccorritori facenti parte dell’ Associazione è quella di conseguire all’interno del mondo dell’autoriparazione, una “abilitazione speciale” considerato che l’esercizio di questa attività, in forma professionale, dovrebbe essere disciplinato da regole ben precise, anche per quanto riguarda il corrispettivo delle prestazioni.

E questo è stato raggiunto attraverso un decreto,( 401/98) in cui sono stati definiti i parametri su cui fondare il corrispettivo delle prestazioni eseguite da operatori abilitati e professionali.

Noi chiediamo che un carro attrezzi, autoveicolo ad uso speciale, possa essere utilizzato solo da un abilitato speciale.

Sulla qualità degli operatori si fa pure cenno nella norma sull’assistenza in cui vengono richiamati i requisiti richiesti per poter operare a nome di società certificate e precisamente:

“Le imprese di assistenza devono avvalersi di una rete di collaboratori e/o fornitori, la cui specifica professionalità è utilizzata per intervenire e risolvere in Italia e all’estero , i problemi dell’utente.”

In un mercato del soccorso stradale dove oggi non esistono regole scritte, poichè non si può porre il veto a ditte che operano con scarsa professionalità praticando tariffe diverse, ove il mercato continui a sostenerle complici alcuni speculatori presenti ovunque, ritengo si debba operare a tariffe “ oneste” e con attrezzature e strutture all’altezza delle tariffe praticate, onde porre fuori mercato non tanto e non solo chi lavora con tariffe più basse, ma chi ha un rapporto qualità/prezzo piu basso, e quindi un prezzo sproporzionato rispetto alla qualità del servizio offerto.

Un ultimo accenno va fatto sulle “attrezzature” in possesso del soccorritore.

Questo problema si riallaccia un po’ a quanto appena detto, nel senso che la presenza di strutture ed attrezzature adeguate alla varia tipologia degli interventi cui si può essere chiamati diviene un fattore determinante là dove si operino delle turnazioni delle chiamate.

Dobbiamo sfatare la figura del soccorritore stradale vista dal legislatore non come quella di un professionista che spesso si trova ad affrontare situazioni delicate e critiche, ma solo come uno che arriva con un carro ed un gancio per attaccarvi un veicolo in avaria ( e pertanto quasi come un lavoratore precario e non abbisognevole di particolari competenze e mezzi ). Fallito ciò, ben difficilmente si riuscirà a far capire alle FF.OO.e alle amministrazioni interessate che coloro i quali operano in tale settore debbano essere adeguatamente preparati ed equipaggiati.

E la nostra sfida è proprio quella della regolamentazione dell’attività l’accesso alla quale deve essere riservato solo a coloro che hanno determinati requisiti di professionalità e di attrezzature tali da rendere indispensabile rivolgersi ad essi non solo perchè portano un marchio, ma anche perchè assicurano interventi rapidi, efficaci, ineccepibili sotto il profilo professionale ed economicamente congrui.

Che il nostro pensiero ha fatto breccia già in qualche settore della pubblica amministrazione lo si deduce leggendo la “ Regolamentazione del soccorso stradale in autostrada” del Ministero dei Lavori Pubblici che in un passaggio molto significativo indica nei “soggetti particolarmente qualificati, con idonea organizzazione di uomini professionalmente preparati e mezzi conformi alla normativa vigente” coloro che devono essere autorizzati al soccorso in autostrada.

Ricollegandomi a quanto detto sopra non credo proprio che sia sufficiente applicare un marchio di una società di servizi sul carro attrezzi per diventare professionali e quindi intervenire in autostrada.

Si diceva un tempo, ancora valido oggi, che “ Non è l’abito che fa il Monaco”

La tuta indossata dall’operatore non gli fornisce la qualifica di esperto.

A nostro parere, tali si diventa con lo studio prima delle materie specifiche relative all’ambiente in cui si sviluppa la nostra attività per poi passare all’attuazione pratica di quanto si è appreso sui “banchi di scuola” per proseguire con l’aggiornamento continuo

Sappiate che il mondo dell’automobilismo non è statico ma in continua evoluzione con cambiamenti continui e per stare al passo dobbiamo allenarci al pari dell’atleta che intende gareggiare e vincere la competizione.

Ciò che oggi è moderno, domani è già vecchio e superato.

SUGGERIMENTI – OPPORTUNITA’ OFFERTE DAL MERCATO.

Per poter sopravvivere ad una situazione di crisi in cui versiamo e che ha toccato profondamente anche il mercato dell’automobile, ritengo sia opportuno guardare attentamente a quali possano essere i servizi accessori di completamento di un soccorso stradale da cui trarre un eventuale profitto..

Oggi come ieri, dopo lo spostamento dei veicoli coinvolti in un incidente stradale con scopa e ramazza si pulisce la strada raccogliendo i pezzi rotti più ingombranti per lasciare sul ciglio le parti più piccole e se si trova un po’ di terra ai lati della strada allora la si butta sul manto stradale imbrattato di olio e liquidi usciti dopo l’impatto. Non tutti lo fanno ed alcune volte nasce lo scontro con gli organi di polizia. Spesso è motivo di discriminazione fra operatori del soccorso..

Questo è sempre stato ed è ancora un servizio eseguito senza corrispettivo ed in favore degli organi di polizia.

Ebbene, dopo una attenta lettura del Codice si è consolidata la tesi che “ chi sporca deve anche pulire” e nel caso di una sua assenza allora spetta all’ente proprietario della strada il ripristino dei luoghi interessati dall’incidente.

Questo ha determinato la nascita di società che si sono offerte di sostituirsi agli enti per il ripristino dei luoghi in modo gratuito addebitando l’onere alle compagnie di assicurazione a cui spetta il risarcimento del danno.

Ebbene perché ciò che abbiamo fatto fino ad oggi in modo gratuito non possiamo farlo dietro corrispettivo in un modo organizzato nel rispetto dell’ambiente.?

Ed ancora.

Si parla che dal 2015 su tutte le auto sarà installato un dispositivo per la chiamata del soccorso mediante i moderni strumenti di telefonia mobile collegati ad un sistema di localizzazione del sinistro anche quando l’automobilista non è in grado di selezionare un numero telefonico. Mi dicono che sarà collegato allo scoppio dell’Aerbeg:

Stanno nascendo i nuovi sistemi denominati APP che applicati ad un telefonino moderno premendo un solo tasto possono indirizzare la chiamata ad una centrale trasmettendo contemporaneamente la localizzazione del fermo o dell’incidente senza che l’automobilista dia la posizione.

E questo non è futuro ma è già presente. Solo una settimana fa ho partecipato ad un incontro organizzato da una società che offriva ad alcuni soccorritori professionali la possibilità di essere inseriti in un data base per le chiamate di soccorso.

E non solo per il prelievo del veicolo dalla strada ma con l’offerta di tutti i servizi accessori compreso la gestione del sinistro a costo zero in caso l’utente avesse ragione.

Ebbene dobbiamo oggi, dato che non abbiamo più una attività frenetica come un tempo, fermarci e riflettere se è stato tutto giusto quel che abbiamo fatto oppure se non abbiamo sfruttato a pieno le nostre opportunità.

AL TERMINE DELLA ESPOSIZIONE DELLE DEFINIZIONI DI SOCCORSO STRADALE RITENGO DOVEROSO E UTILE SIA PER I SOCCORRITORI CHE PER GLI AUTOMOBILISTI DEFINIRE LE LINEE GUIDA PER LA FORMAZIONE DEI SOGGETTI CHE INTENDONO INTRAPRENDERE L’ATTIVITA’ IN PAROLA.

AUSPICO FORTEMENTE :

- che il soccorso stradale e la rimozione dei veicoli non solo sulle autostrade ma anche su tutte le altre strade sia consentito alle ditte autorizzate dall’ente proprietario delle strade stesse.

-che la scelta delle ditte idonee ad ottenere l’autorizzazione non sia a discrezione degli enti proprietari o demandata ad organizzazioni interessate a svolgere l’attività stessa ma sia regolamentata con atti pubblici in cui siano specificati i requisiti richiesti. Ciò al fine di eliminare tutti quegli operatori improvvisati che solo perché in possesso di un carro attrezzi si atteggiano a soccorritori stradali.

- che l’attività in parola sia intrapresa da soggetti che rispondano almeno ai tre requisiti fondamentali quali: L’ONORABILITA’-PROFESSIONALITA’ CAPACITA’ FINANZIARIA.

ONORABILITA’: è questo un requisito che non può essere eluso da chi opera in un rapporto con la P.A. o meglio si ottenga una concessione del servizio.

PROFESSIONALITA’: acquisibile attraverso dei corsi in cui si apprenda un minimo di conoscenza della costituzione di un veicolo, un minimo di conoscenza di primo soccorso così come un minimo di conoscenza della fisica alla base delle operazioni di aggancio, sollevamento e stabilità.

CAPACITA’ FINANZIARIA: le operazioni di soccorso stradale richiedono investimenti non solo di mezzi ma anche di un minimo di strutture per ricevere sia i veicoli che gli occupanti che si attendono dal proprio soccorritore i servizi minimi necessari.

Non si può confondere il soccorritore stradale con colui che è in possesso di un Daily posteggiato sotto casa in strada e magari solo proprietario di un telefono cellulare non funzionante nei giorni festivi e di notte.

Con ciò non voglio dire che debbano essere eliminati ma, a mio giudizio, debbono appartenere ad un’altra categoria professionale, magari agli autotrasportatori di autoveicoli con veicoli non omologati ad uso speciale bensì a trasporti specifici.

In questo modo acquisirebbero il vantaggio di trasportare non solo veicoli in avaria ma anche quelli nuovi, preclusi oggi ad un soccorritore stradale.

A trainare, a sollevare, a caricare, a recuperare un veicolo devono essere chiamati coloro che intendono od hanno inteso investire parte della loro vita oltre al loro patrimonio per diventare veri operatori del soccorso stradale ossia, in una parola, hanno acquisito la patente del soccorritore stradale.

E come per ottenere la patente di guida bisogna prima studiare e poi fare un minimo di tirocinio, così dovrebbe valere per poter svolgere l’attività di soccorritore stradale.

A questo punto sento di poter lanciare il seguente messaggio: perché non proporre agli organi istituzionali che chi intende operare nel soccorso stradali debba acquisire la patente professionale così come l’autotrasportatore ?

Si verrebbe a riempire di contenuti quel vuoto che finora ha permesso a società ed operatori senza scrupoli di proliferare speculando sugli ignari automobilisti costretti a servirsi di operatori imposti e non scelti liberamente.

Un primo vantaggio immediato sarebbe la possibilità che la patente di guida personale non sia inficiata da irregolarità commesse nell’esercizio dell’attività di soccorritore ma verrebbe penalizzata la patente professionale.

Con ciò verrebbe meno anche il timore che l’esercizio libero dell’attività di soccorso al proprio cliente in determinati ambiti possa essere arma di ricatto per organi di polizia o società.

1.ANALISI E PROPOSTE

Alle migliaia di morti e feriti causati ogni anno dagli incidenti stradali e autostradali aggiungiamo quelli indirettamente conseguenti al traffico veicolare.

Parliamo cioè di tutti gli infortuni sul lavoro, che molto spesso hanno conseguenze mortali, che si contano annualmente nella attività di manutenzione, sorveglianza e pronto soccorso e che costituiscono purtroppo uno dei tristi contributi dati dal mondo del lavoro al calcolo di quegli incidenti sulle strade.

E’ nostra intenzione con questo appello contribuire almeno a ridurre i rischi di gravi infortuni sul lavoro che ogni operatore sulla strada incontra ogni giorno.

Un morto in meno è per noi già motivo di soddisfazione, facendo nostro il monito dell’Europa che invita tutti ed in modo principale i governi dei diversi paesi a perseguire gli obiettivi di un lavoro sicuro per sé e per gli altri, specialmente nel campo della viabilità

Siamo impegnati nell’ individuare delle linee guida che, insieme alla tutela dai maggiori rischi lavorativi di questi addetti, aggravati anche dal vertiginoso aumento del traffico veicolare, al di là dell’appartenenza all’una o all’altra società od ente, determinino un’organizzazione del lavoro che inibisca il risparmio sui costi per la sicurezza, derivante dalla competizione tra i vari soggetti operanti nel campo degli interventi stradali.

Partiamo col definire i cantieri di quelle attività di manutenzione, di pronto intervento e di soccorso stradale, come temporanei e mobili “, in quanto le loro caratteristiche, che derivano proprio dalle varie forme di intervento per il ripristino della sicurezza delle strade, sono quasi esclusivamente rappresentate da un lavoro effettuato in modo itinerante, con caratteristiche spesso di emergenza in mezzo al traffico veicolare.

E proprio perché “mobili”, questi cantieri, se non preventivamente segnalati, organizzati e resi accuratamente visibili, rischiano di diventare, e spesso lo sono, un vero pericolo sia per gli utenti della strada che per i propri addetti.

Ciò che ci preme sottolineare, è come alla determinazione degli stessi concorrano spesso più cause.

Mentre alcune di esse sono certamente attribuibili ad una scarsa attenzione da parte dei “datori di lavoro “che guardano a questi incidenti con una logica molto fatalista, altre cause sono invece attribuibili alla carenza di un chiaro regolamento, norma tecnica o linea guida delineati per l’organizzazione di un servizio sulla strada.

A ciò si deve aggiungere una scarsa se non totale attenzione ai mezzi di lavoro usati che non corrispondono tecnicamente ad un intervento sicuro.

Si ritiene, infatti, che tali regole siano necessarie sia per dare concreta attuazione alla attuale legislazione in materia di prevenzione degli infortuni del lavoro per i cantieri temporanei e mobili , sia per determinare la indispensabile visibilità che questo tipo di cantieri deve comunque avere nei confronti dell’utenza stradale.

Nell’affidare incarichi di servizi sulle strade ad organizzazioni esterne riteniamo che sia necessaria richiedere le garanzie per interventi sicuri per gli operatori e per gli utenti della strada attraverso l’applicazione degli schemi per un segnalamento temporaneo previsto dalle norme tuttora in vigore.

Il formalismo con il quale si affrontano quindi questi problemi, anche nei nostri settori della viabilità, rischia pertanto di lasciarli spesso insoluti imponendo a ciascun operatore singolarmente di farsene carico e come spesso accade dando corpo al proprio arbitrio nell’applicazione o meno di schemi e dispositivi segnaletici senza alcuna forma di coordinamento e senza alcuna verifica delle condizioni ambientali.( Neve, pioggia, nebbia, ghiaccio, notte, sole, ecc)

Peraltro le organizzazioni a cui è stato affidato il servizio, sembrano troppo spesso essere un peso per le nostre Aziende di soccorso e non riescono a diventare le sedi in cui poter costruire obiettivi comuni, come la formazione e l’informazione, mentre diventano spesso i luoghi in cui tentare di affermare scelte aziendali unilaterali a scapito di un lavoro sicuro svolto proprio da chi produce utili per loro.

L’interesse maggiore per tali organizzazioni è il ricavo e poco importa il come sia ottenuto anche a scapito, alcune volte, di vite umane degli addetti D’altronde, e non crediamo di dire cosa nuova, sono troppo scarsi gli esempi di reale coinvolgimento degli addetti ai lavori, specialmente in quelle scelte di carattere organizzativo con particolare attenzione alla sicurezza che li dovrebbe vedere invece coinvolti direttamente.

Gli stessi costruttori ed allestitori dei vari veicoli di soccorso e manutenzione, non possono chiamarsi fuori dalla loro responsabilità di fornire attrezzature pratiche e nello stesso tempo sicure per chi ne usufruisce facendo prevalere le logica del profitto, che, per gli enti e le concessionarie che intervengono in materia di viabilità non è certo meritato se acquisito a scapito della salute e sicurezza del lavoro e della qualità del servizio reso all’utente.

Una qualità del servizio i cui criteri di misurazione andrebbero una volta per tutte ben definiti.

Inoltre non sempre è encomiabile il lavoro degli organi di Polizia rivolto spesso solo a sanzionare piuttosto che a prevenire, e non sempre particolarmente attenti alla loro sicurezza e a quella degli automobilisti, e per questo hanno lasciato sul campo parecchie vite umane.

E’ pur vero che, in caso di incidente stradale, l’intervento delle forze dell’ordine e degli organismi competenti è finalizzato a portare aiuto allo sfortunato automobilista,ma,non per questo va dimenticato di mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari per prevenire ulteriori infortuni per sé o per gli altri automobilisti.

Siamo sicuri che un miglior coordinamento di tutti gli attori in campo ( ambulanze, pompieri, forze dell’ordine, soccorritori stradale,bonificatori) in un momento emergenziale dovuto ad un incidente stradale qualunque esso sia, porterebbe a ridurre i rischi di un possibile coinvolgimento di altri automobilisti.

E’ per questo che chiediamo: le società e le imprese e gli enti sono pronti ad accettare la sfida degli operatori del soccorso stradale, che fanno della qualità e della sicurezza anche sulla strada il risultato di una “gara”, questa volta non d’appalto, ma finalizzata al miglioramento delle condizioni di lavoro, all’innalzamento della sicurezza dell’utenza stradale ed all’accrescimento della qualità dell’intervento imprenditoriale, non dimenticando comunque una equa e giusta remunerazione?

E da ultimo, un appello a tutti i responsabili della viabilità perché guardino al mondo degli operatori del soccorso non come un peso economico per gli automobilisti ma una grande risorsa da sfruttare per rendere più sicure le nostre strade specialmente in certe situazioni critiche.

Non siamo operatori di protezione civile a corrente alternata ovverosia quando ci sono da spostare roulotte o camper per terremotati o sfrattati, ma ci sentiamo sempre in prima linea quando c’è una emergenza.

Ai nostri interlocutori ci proponiamo non solo per rendere fluida e sicura la viabilità dopo l’incidente ma anche per operazioni di prevenzione mediante un nostro coinvolgimento attivo e diretto.

I nostri costi sono molto ridotti e senz’altro di gran lunga inferiori dei costi che la collettività deve sopportare per le conseguenze nefaste conseguite ad una cattiva o inesistente prevenzione.

Noi ci siamo e Voi ?

GLI OPERATORI DI SOCCORSO STRADALE ASSI

6 commenti »

  1. SOCCORSO STRADALE PER ORDINE DELLA POLIZIA STRADALE

    In caso di incidente stradale, le spese del soccorso stradale ordinato dalla Forza Pubblica sono a carico di chi ha la disponibilità giuridica del veicolo (nel caso trattato, il locatore del veicolo concesso in locazione finanziaria – leasing) e del conducente.

    Vedesi Sentenza del Tribunale di Udine n. 547/2014:

    “Appare pertanto evidente che in caso di rimozione forzata del mezzo incidentato e ricovero presso una autofficina per ordine della Polizia l’obbligo di pagamento delle spese di custodia e traino gravino sul conducente e sul locatario in solido i quali sono responsabili della circolazione del mezzo e della sua custodia (cfr. Cass., n. 10034 del 25/05/2004, secondo cui: ” In caso di violazione delle norme sulla circolazione commesse dal conducente di un veicolo concesso in locazione finanziaria (leasing), obbligato in solido con il trasgressore per il pagamento della sanzione pecuniaria nonché responsabile in solido con il conducente ai sensi dell’art. 2054 terzo comma, cod.civ. è esclusivamente l’utilizzatore dei veicolo e non anche il proprietario concedente, vertendosi, ai sensi dell’art. 91, comma secondo, nuovo cod. strad. e 196 C.d.S., in ipotesi di responsabilità alternativa e non concorrente, poiché solo l’utilizzatore ha fa disponibilità giuridica del godimento del bene e quindi la possibilità di vietarne la circolazione. Ne consegue che questi, ai pari dell’usufruttuario e dell’acquirente con patto di riservato dominio risponde in tali casi di un debito proprio per fatto altrui, cosicché in caso di danni da circolazione di un veicolo concesso in leasing, ai sensi dell’art. 23 legge 990 del 1969, il responsabile, litisconsorte necessario nell’azione diretta contro l’assicuratore è esclusivamente il lessee (utilizzatore) e non il lessor (concedente), contrariamente a quanto avviene in ogni altra forma di locazione. ” e da ultimo in senso conforme Cass., n, 947 del 24/01/2012, secondo cui: ” in tema di risarcimento del danno derivante dalla circolazione dei veicoli, la nonna dell’art. 91, comma 2, dei vigente codice della strada (d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285) – la quale ha introdotto il principio della responsabilità del locatario del veicolo concesso in locazione finanziaria (“leasing”) in solido con quella del conducente, prevista dall’art. 2054, terzo comma, cod. civ. – ha natura non retroattiva, per cui non si applica ai sinistri stradali verificatisi prima della sua entrata in vigore, per i quali rimane la responsabilità solidale del proprietario o degli altri soggetti di cui al citato art. 2054, terzo comma).”

    Commento di gancio — 28 agosto 2015 @ 18:11

  2. Hello to all, the contents existing at this website are
    truly amazing for people knowledge, well, keep up the good
    work fellows.

    Commento di homepage — 12 agosto 2016 @ 10:24

  3. Articolo molto interessante

    Commento di Luca — 21 agosto 2016 @ 19:57

  4. Alienazione straordinaria con liquidazione vessatoria dei compensi di custodia per veicoli sottoposti a sequestro penale:

    Archiviato in: Uncategorized — gancio @ 17:27

    se ne occuperà la Corte Costituzionale

    Avevamo ragione! La Corte di Cassazione, seconda sezione civile, con ordinanza n. 18520 del settembre scorso, aderisce alla nostra tesi, così come accolta dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 92 del 2013 (di cui abbiamo patrocinato e seguito il giudizio) e ritiene che le normative “gemelle”, contenute nelle leggi Finanziarie per il 2004 (famigerato art. 38 in ambito all’alienazione straordinaria dei veicoli sottoposti a sequestro amministrativo con compensi retroattivi forfettari per i custodi) e per l’anno 2005 (alienazione straordinaria dei veicoli sottoposti a sequestro penale con compensi retroattivi forfettari per i custodi) siano affette dalla medesima malattia e dunque da simili vizi di incostituzionalità.
    Dunque la Corte Costituzionale viene chiamata nuovamente ad occuparsi delle norme complementari gravemente vessatorie nei confronti dei custodi; auspichiamo quindi che venga presto dichiarata l’incostituzionalità delle disposizioni di cui alla L. 311/2004 art 1 commi 213 e segg.

    Invitiamo ogni associato ed ogni custode a non demordere e, in relazione alle varie liquidazioni delle Commissioni straordinarie istituite presso le Prefetture ed a quelle istituite presso i Tribunali, a porre in essere, anche nostro tramite, ogni necessario atto interruttivo della prescrizione ed a presentare gli atti impeditivi della decadenza.

    ASSI

    Commento di Dario — 28 ottobre 2016 @ 18:30

  5. Noi che ci troviamo a soccorrere automobilisti nelle peggiori situazioni mai viste….Noi che sulla strada ci siamo tutti i giorni… GRAZIE!

    Commento di Fabio — 12 aprile 2017 @ 22:32

  6. As a Newbie, I am permanently searching online for articles that can aid me.
    Thank you

    Commento di cell phone terminology — 4 agosto 2017 @ 05:26

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

Funziona con WordPress